
LA NUOVA FERRARA DEL 14 MAGGIO 2025
Colture a rischio
“L’impianto in questione aggrava ulteriormente la pressione sul territorio da parte degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, con evidente trasformazione del paesaggio agricolo e frammentazione del territorio con conseguenze non trascurabili sul territorio e sulla fauna. Si propone a seguito degli adeguamenti necessari al rispetto della normativa vigente, di sottoporre il progetto in questione a Valutazione di Impatto Ambientale.” Questo è il parere che l’Unione Valli e Delizie ha inviato alla Regione riguardo della realizzazione di quattro impianti fotovoltaici più uno agrivoltaico avanzato denominati “Lugo”, per una potenza pari a 23.010 kWp, per un totale di superficie catastale complessiva di 31 ettari, dei quali 20 recintati riservati al fotovoltaico, circa 6 ettari destinati all’impianto agrivoltaico avanzato e circa 2 ettari per schermatura e fascia di mitigazione, che una società vorrebbe realizzare attorno a Bando.
Analogamente, l’Asl di Ferrara ha espresso “solo” raccomandazioni di tipi igienico sanitario mentre il Consorzio Bonifica Pianura Ferrara si è soffermato su tecnicismi molto dettagliati sui quali viglierà.
Chi invece non si è limitato a un “parere all’acqua di rose” è un gruppo di cittadini di Bando, coloro cioè che di fronte a un ingiustificato silenzio sia istituzionale che politico, sono riusciti a inviare una copiosa osservazione contro la realizzazione degli impianti “Lugo” in quanto a poca distanza dalle abitazioni di Via Val d’Albero. Un avvocato ho inviato un’articolata osservazione di oltre 40 pagine che potrebbe fare giurisprudenza.
Il prossimo incontro
Di fatto è una memoria che riguarda tutta la comunità, la stessa che, oltre a fare i conti con l’insorgenza di pannelli solari nella Bonifica del Mantello e a ridosso dell’abitato stesso, si ritroverà domani alle 20.30 nel capannone vicino al campo sportivo di Bando. Un’assemblea organizzata dal Comune necessaria perchè tutti possano prendere coscienza di cosa è in ballo.
Tornado alle osservazioni, Greco, oltre ad averle spedite a tutti gli enti preposti, le ha inviate anche alla Soprintendenza Archeologica Belle arti e paesaggio. Senza entrare nel dettaglio che ricordiamo interessano sia il comune di Argenta che Portomaggiore, come prima osservazione, chi sta dicendo no all’impianto, lo fa “le immediate vicinanze dell’area di impianto – si legge nella relazione – sono portatori di un legittimo interesse privato oppositivo all’opera dalla cui realizzazione potrebbero ricevere grave pregiudizio”. In pratica “gli esponenti riceveranno dall’impianto un danno potenzialmente irreparabile in termini di deprezzamento del valore commerciale della proprietà, oltre che per la radicale e definitiva trasformazione del contesto ambientale e paesaggistico, rispetto al quale si riservano ogni iniziativa di carattere risarcitorio”.
Al secondo punto, in via preliminare, sulle aree idonee ci sarebbe una violazione sulle distanze e quindi necessità di Via, la Valutazione di impatto ambientale.
Inoltre ci sarebbe una “omessa verifica della presenza di colture certificate” e l’intervento “comporterebbe una perdita irreversibile di suolo agricolo fertile e produttivo, trattandosi di fotovoltaico a terra privo di qualsiasi forma di compatibilità colturale”. Nel merito, le osservazioni riguardano gli “impatti cumulativi e sulle caratteristiche dell’area di progetto”, poi “la carenza dei requisiti soggettivi e oggettivi per la realizzazione di un impianto agrivoltaico avanzato”.
Andando alle conclusioni la gente di Bando chiede agli amministratori di leggere bene le “osservazioni affinché, accertatane la pertinenza rispetto all’oggetto del procedimento, ognuna per quanto di rispettiva competenza, adottino ogni conseguente determinazioni di legge dichiarando l’improcedibilità del progetto ovvero, in ogni caso, rinviandolo alla stessa Via”.
